venerdì 28 febbraio 2014

I pericoli del self publishing: La Contessa di Dracula di V. Simone



Recensione: "La contessa di Dracula" di Vincnzo Simone

 
Casa editrice: Youcanprint Self-Publishing
Illustrazioni: Vincenzo Simone
Numero pagine: 64
Formato: e-book
Quarta di copertina: "La contessa di Dracula è il primo racconto di una appassionante saga dai sapori fantasy, destinata a tenervi in costante apprensione per i personaggi che la vivono, con risvolti inaspettati e mai scontati che vi coinvolgerà in una fantastica narrazione di vendetta e redenzione. Pur prendendo spunto da personaggi realmente esistiti, il racconto mantiene la sua originalità collocandoli in luoghi e tempi diversi da quelli reali ed implicandoli in situazioni improbabili in una storia puramente inventata dall'autore."

***

Io credo che scrivere una recensione su questo racconto sia un po' come sparare sulla Croce Rossa, quindi cercherò di essere breve ed indolore.

Il protagonista (credo che nemmeno ci venga detto il suo nome) dopo la morte della madre per opera della sanguinaria Erzsébet Báthory, decide di lanciarsi in una disperata missione vendicativa nei confronti della contessa, ma anche dello stesso Dracula. Nel corso di questa avventura il nostro eroe ritroverà anche il fratello perduto anni prima che, per i suoi stessi motivi (di vendetta), ha deciso di farsi trasformare a sua volta in vampiro per avere così qualche possibilità in più di sconfiggere i temuti nemici.

Questa è la trama di base. Di base perché in realtà quello che avviene dopo è talmente caotico e sconclusionato che credo di non essere più riuscita a raccapezzarmici. Da un momento all'altro spuntano altri personaggi (il padre che si credeva morto, la figlia di un mago che - non chiedetemi perché - li aiuta ad entrare in un Regno d'Ombra, aiutanti di ogni tipo, e via dicendo...), altri luoghi e altri avvenimenti che si sovrappongono l'un l'altro senza soluzione di continuità. In realtà l'impressione che ho avuto è veramente quella di un ginepraio pronto a strangolarmi ad ogni riga.

Non posso nemmeno definire la caratterizzazione dei personaggi dato che non ce n'è una. Sembra che siano caduti dalla penna dell'autore direttamente sulle pagine e nessuno si sia preso la briga di definirli un po' meglio. Sono grezzi. Molto grezzi.

Il voto più basso tuttavia lo devo assegnare allo stile di scrittura. Dopo una pagina e mezza avevo il cuore in gola: periodi lunghissimi in cui non viene narrato un solo evento, ma bensì un susseguirsi di eventi separati semplicemente da una virgola. Ad esempio: "riuscii a scoprire Pinco Pallino, lui mi disse dove andare, io uscii dalla porta e incontrai il cattivo, lui disse "cosa vuoi da me?", allora io risposi...". Seriamente: ammazzatemi.

La punteggiatura è un colpo al cuore. Ci sono praticamente solo delle virgole (e poco altro), gran parte degli incisi sono sbagliati e molto spesso la sintassi non è assolutamente chiara.

Anche i verbi non sono sempre corretti: mi sono imbattuta in un paio di congiuntivi che c'entravano come i cavoli a merenda.

In conclusione, dato che credo di aver infierito già abbastanza, l'unica domanda che mi rimane è la seguente: "al giorno d'oggi davvero chiunque può scrivere un racconto/libro? Ma, soprattutto, chiunque lo può pubblicare?!". Se qualcuno ha la risposta gliene sarei estremamente riconoscente.

VOTO: 1/5

***

Lein