mercoledì 22 ottobre 2014

L'ultima caccia di Joe R. Lansdale


Casa editrice: Fanucci Editore - "Collezione Atlantica"
Traduzione: Seba Pezzani
Numero pagine: 177
Quarta di copertina: "È il 1933: il Texas è schiacciato dalla Grande Depressione. Richard Dale, un ragazzino di quindici anni che sogna di diventare scrittore, è ossessionato dall'idea di dare la caccia a un cinghiale selvatico che terrorizza da anni le campagne intorno al fiume Sabine, e che neppure suo padre, grande campione di lotta, è mai riuscito a catturare. Si tratta di una bestia spaventosa, di proporzioni gigantesche, una creatura mitica, quasi soprannaturale. Finché, una notte, il cinghiale esce dalle nebbie del mito e si fa minacciosamente concreto, attaccando Richard nei suoi affetti più profondi. Al ragazzo non resterà che accettare la sfida con le sole armi di cui dispone: l'astuzia e il coraggio. Al suo fianco avrà Abraham, il suo migliore amico, un ragazzo nero che sogna di tornare un giorno nella sua terra con una fama da grande guerriero."

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Mi sono aggiudicata questo libro vincendo un concorso sulla pagina Facebook IRead Libri in Vendita (tra l'altro permettetemi di dire che la spedizione è stata velocissima ed il volume era perfettamente imballato): l'avevo scelto d'istinto - come ultimamente mi capita spesso di fare - e devo dire che anche questa volta non sono affatto rimasta delusa.

Si tratta di un gran bel romanzo di formazione che racconta di come un ragazzino quindicenne diventi un uomo e riesca a trovare il proprio posto nella vita. Già, perché Richard Dale ha appena iniziato a comprendere che cosa vuole fare della sua vita (lo scrittore e non il contadino come il padre) che tutto sembra sfuggirgli di mano: il Vecchio Satana - un grosso cinghiale impazzito - mette a repentaglio la sua vita e quella dei suoi famigliari, al punto tale da spingerlo a mettere definitivamente fine all’esistenza dell'animale che, come si racconta, ha più di duecento anni ed è la reincarnazione del diavolo in persona.

Quello che posso dire è che ho avuto a che fare con un libro scritto in maniera davvero semplice e scorrevole (si legge in nemmeno un pomeriggio) e l'autore ha come pregio principale quello di aver dato vita a dei personaggi che, nella loro semplicità, riescono ad entrare nel cuore dei lettori. Il protagonista è un ragazzo molto semplice, chiacchierone, con mille sogni e fantasie nella testa. Un ragazzo che ama leggere (la lettura per lui diventa molto più che passatempo, ma evasione vera e propria dalla realtà) e che vuole diventare scrittore. Credo che questo sia uno dei pochi personaggi adolescenti che io abbia apprezzato, forse anche perché inserito in un contesto molto diverso dal nostro, un contesto dove ovviamente la semplicità e l'innocenza - anche a quindici anni - regnavano sovrane. Anche il personaggio del padre di Richard - per quanto lo si veda solo per i primi capitoli - mi è piaciuto veramente tanto e mi ha anche fatto molta tenerezza. Si tratta di un uomo che si è spaccato la schiena lavorando per cercare di mantenere la sua famiglia, e quando il figlio gli racconta del suo sogno nel cassetto gli dichiara il suo sostegno incondizionato e fa di tutto per poterlo aiutare.

In definitiva è un romanzo (proprio perché di formazione) che ha come temi principali la crescita, il coraggio e l'amicizia, e proprio per questo motivo, durante la lettura, mi son ritrovata a pensare più di una volta che sarebbe un'ottima libro per ragazzi di Scuola Primaria e Scuola Secondaria di Primo Grado.  Eh sì: nelle scuole bisognerebbe proprio ricominciare a dedicare una parte delle ore scolastiche alla lettura di romanzi come questi. Romanzi che non solo fanno sognare ad occhi aperti, ma che fanno anche diventare grandi.

VOTO: 5/5