domenica 16 novembre 2014

Quando fantasia e mitologia si fondono: I segreti di Nicholas Flamel l'immortale I di michael Scott

Casa editrice: Mondadori
Traduzione: Loredana Baldinucci
Numero pagine: 393
Quarta di copertina: "La storia: Nicholas Flamel nacque a Parigi il 28 settembre 1330. Considerato il più grande alchimista del suo tempo, si dice abbia scoperto la formula della vita eterna. Il mistero: è morto nel 1418. Ma la sua tomba è vuota. La leggenda: Nicholas Flamel è ancora vivo, grazie alla formula della vita eterna che da secoli produce nel suo laboratorio. Il segreto tuttavia è custodito in un preziosissimo libro che ora si trova nelle mani del malvagio dottor John Dee. Secondo un'antica profezia, solo due giovani gemelli dall'aura d'oro e d'argento possono recuperarlo prima che Dee raduni gli Oscuri Signori dai recessi dei Regni d'Ombra. Nella San Fancisco del Ventunesimo secolo Josh e Sophie dovranno battersi contro creature mitologiche e divinità sanguinarie per difendere il volume. A volte le leggende sono vere. E la più grande leggenda di tutti i tempi si sta avverando..."

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Qualche giorno fa, con mia grande gioia, mi è arrivato a casa il quinto volume di questa saga senonché al momento di affrontare il nuovo libro mi sono resa conto di aver resettato buona parte delle informazioni contenute nei capitoli precedenti della saga. Orrore e raccapriccio. Come può essere accaduto? Di solito scordo qualche dettaglio, ma dimenticarsi così un'intera trama non mi era mai capitato. Cosa fare? Nulla se non armarsi di santa pazienza e rileggere da capo tutto quanto. Detto fatto.

C’è da dire che in fin dei conti sono molto contenta di aver avuto la memoria di un pesce rosso perché in realtà questo piccolo inconveniente mi ha dato la possibilità di rigustarmi una saga che è, a tutti gli effetti, straordinaria.

Perché è così bella? Perché nonostante il libro possa sembrare - di primo acchito quanto meno - essere destinato ad un target di giovani/adolescenti, si scopre ben presto che si tratta invece di un'opera godibilissima anche - e forse soprattutto - da un pubblico adulto.

La trama apparentemente semplice (i buoni da un lato e i cattivi dall'altro) è ben congeniata e, come per tutte le saghe fantasy, non è sempre tutto come appare (nel corso del libro lo stesso protagonista - Flamel - è più volte messo in discussione dai suoi compagni di avventura che non riescono a capire quanto di vero ci sia in lui e quanta parte invece di menzogna). Non voglio approfondire ulteriormente quello che accade nel libro, onde evitare clamorosi spoiler, ma lasciatemi comunque dire che all'interno di quest’opera ce n'è davvero per tutti i gusti.

Anche i personaggi sono ben caratterizzati, ognuno a suo modo, ed è inevitabile affezionarsi ad almeno uno di essi. Personalmente ho apprezzato molto il personaggio principale, questo Nicholas Flamel sempre così misterioso e reticente circa la sua lunga esistenza, ma anche - e forse questa è la cosa che più ho adorato di lui - un amante sincero di tutto quello che è conoscenza e sapere (è stata proprio questa passione a portarlo a possedere il Codice). Lo stesso Flamel non si definisce un mago, ma bensì un uomo di scienza, un uomo che ha passato la sua intera esistenza a studiare e a cercare di capire i misteri del mondo. Ah, ce ne fossero di uomini così.

Per quanto riguarda gli altri due protagonisti - i gemelli quindicenni Josh e Sophie - devo dire di essere abbastanza combattuta nei loro confronti. Sono due tipici adolescenti americani, molto legati tra loro e che vivono spostandosi continuamente da un punto all'altro degli Stati Uniti a causa del lavoro di genitori. Fin qui niente di strano, i miei crucci arrivano nel momento in cui in alcuni capitoli arrivo ad adorarli (alcuni passaggi, alcune battute sono assolutamente geniali), mentre in altri mi verrebbe voglia di prendere le loro belle teste bionde e cozzarle insieme. Credo che quello che mi "urti" di più sia l'aspettativa altissima che ci sia su di loro: sono i gemelli della profezia, i gemelli destinati a salvare o distruggere il mondo, i gemelli dai poteri straordinari. Insomma: il top del top. (Un protagonista dai poteri scarsini, mai eh?). Tuttavia ho letto di peggio e loro tutto sommato non sono poi così malvagi e, incredibile ma vero, riesco a tollerarli tranquillamente senza farmi venire un'orticaria. E, ad ogni modo, trovo molto più simpatica Sophie (cosa insolita dato che i personaggi femminili che mi piacciono si contano sulle dita di una mano) rispetto al suo gemello, troppo centrato su di sé e, in alcuni momenti, abbastanza egoista. Molto adolescente, ecco.

Ma diciamocelo chiaramente: il punto forte di questa meravigliosa saga è la mitologia. I libri di Scott 
sono pieni zeppi di divinità, leggende e miti proveniente da qualsiasi parte del mondo. Ecco quindi che mentre le pagine scorrono ci si può imbattere prima in un'antica guerriera della mitologia irlandese (Scathach) e subito dopo in divinità provenienti niente meno che dall'Antico Egitto. Nello specifico nel primo volume incontriamo - oltre appunto a Scathach - anche Bastet (la dea gatto egiziana), la Morrigan (la dea corvo della mitologia celtica), Ecate (la dea dai tre volti delle religioni greche/romane) e la Strega di Endor (di cui troviamo tracce  addirittura nella Bibbia). A queste divinità principali si intrecciano poi tanti, tantissimi, altri esseri mitologici (sfingi, ghoul, spiriti e fantasmi) tutti descritti in maniera impeccabile a dimostrazione del fatto che Michael Scott sia, prima di tutto, un docente di mitologia e folklore nelle principali università del mondo.

Questo, come ho già detto, è il principale punto di forza dell'intera saga che risulterà essere veramente irresistibile per chi, come me, ha letteralmente divorato American Gods di Gaiman e l'intero ciclo di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo di Riordan per i medesimi motivi.

Da leggere assolutamente.





VOTO: 5/5

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Lein