martedì 29 dicembre 2015

Libridine di fine anno...



Un breve e indolore riassunto su questo 2015 letterario, nella speranza che il prossimo anno sia altrettanto ricco e proficuo!


1.Quanti libri hai letto per intero nel 2016?
142 per un totale di 31.867 pagne. 16 libri in meno dello scorso anno ma, a mia discolpa, posso dire che quelli di quest'anno sono qualitativamente migliori (e di gran lunga) rispetto a quelli passati.

2.Quanti ne hai abbandonato?
So che questa è una risposta che non mi farà guadagnare la simpatia di tanta gente, ma non posso certo mentire: l'unico libro che ho abbandonato è stato "Shadowhunters. Città di ossa". Se volete saperne qualcosa di più su questa scelta andate pure qui.

3.Quanti scrittori e quante scrittrici?
Presumibilmente 18 scrittrici e 81 scrittori.

4.Classifica dei 10 libri migliori?
Non in ordine di preferenza (anche in questo caso se siete curiosi di conoscere le motivazioni di questa scelta andate qui):
- La morte del padre (KARL OVE KNAUSGÅRD)
- HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich (LAURENT BINET)
- La sottile linea scura (JOE LANSDALE)
- Il fondamentalista riluttante (MOHSIN HAMID)
- Le Benevole (JONATHAN LITTELL)
- Zuckerman (PHILIP ROTH)
- New Orleans sketches (WILLIAM FAULKNER)
- I segreti di Heap House (EDWARD CAREY)
- Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (PHILIP DICK)
- La nave di Teseo (DOUG DORST/J.J. ABRAMS)

5.Classifica delle 5 copertine più belle?
Anche qui rigorosamente non in ordine:
- Il pigiama del gatto (RAY BRADBURY)
- La casa delle belle addormentate (YASUNARI KAWABATA)
- Annientamento (JEFF VANDERMEER)
- Sembrava una felicità (JENNY OFFILL)
- Ragazza nera/Ragazza bianca (JOYCE CAROL OATES)

 6.Il libro peggiore in assoluto? L'hai letto fino alla fine?
Se escludo "Shadowhunters" direi che tra i libri più brutti che ho letto ci stanno a buon diritto sia "Il segreto di Ortelia" di Andrea Vitali che "Dannati" di Glenn Cooper.
Una tragedia.

7.Il libro più vecchio che hai letto?
Sicuramente "Commedia. Inferno" di Dante Alighieri.

8.E il più recente?
Dovrebbero essere "Tinder" di Sally Gardner e "La passione di mademoiselle S." a cura di J. Y. Berthault.

9.Qual è il libro con il titolo più lungo?
Uno qualsiasi dela saga di Harry Potter.

10.E quello col titolo più corto?
"Perv" di Jess Bering.

11.Quanti libri hai riletto?
Solo i primi quattro volumi della saga di Harry Potter, quelli con la nuova traduzione.

12.L'anno prossimo quali vorresti rileggere?
Da poco mi è venuta la malsana idea di rilerggere la trilogia "Queste oscure materie" di Philp Pullman. Vedremo.

13.Il maggior numero di libri letti dello stesso autore quest'anno?
Robert Kirkman vince: ho letto 17 volumi del suo "The walking dead".

14.Quanti libri scritti da autori italiani?
Solo 34.

15.Quanti dei libri letti quest'anno sono stati prestiti della biblioteca?
Nessuno.

16.Quanti dei libri letti quest'anno erano ebook?
Pochi, solo 9.

17.Un personaggio in particolare che ti è rimasto nel cuore?
I due protagonisti de "La strada" di Cormac McCarthy.

18.Un libro che avresti voluto leggere a tutti i costi, ma che ancora non hai letto?
"Jude l'oscuro" di Thomas Hardy, ma sarà certamente una delle mie prossime letture.

19.Quanti libri vorresti leggere nel 2013?
Oramai non mi pongo più nessun obiettivo, spero solo che la qualità delle letture rimanga alta come quest'anno.

giovedì 24 dicembre 2015

FLOP 5 2015



Parliamoci chiaro: dopo avervi elencato i miei dieci libri preferiti di questo 2015 non potevo non fare altrettanto con i peggiori. La fortuna è però dalla mia parte e in questo caso saranno solo cinque i titoli, essendo stato questo un anno parco di delusioni letterarie.
Ma bando alle ciance ed iniziamo subito.

FLOP 5

5) L’AMORE BUGIARDO – GILLIAN FLYNN
Alle volte credo di essere io ad avere qualche problema con i cosiddetti “casi editoriali” perché ogni volta che me ne trovo uno per le mani finisco con il chiedermi il perché di tanto successo, trattandosi – la maggior parte delle volte – di libri dimenticabili, scritti in maniera approssimativa e decisamente improbabili.
“L’amore bugiardo” non fa nessunissima eccezione: la trama, che vuole essere originale e colpire il lettore ad ogni pagina, è in realtà molto scontata, al punto che io stessa (pur non essendo un asso nell’individuare i colpevoli in questo genere di romanzi) ho capito cos’era accaduto attorno a pagina cinquanta.
 ***Attenzione SPOILER***
Si è parlato tanto di questo libro con termini di “cattiveria scaturita da un tradimento”, “dolore di una donna ferita”, “marito incastrato in una trappola ben architettata”, “la verità con due facce” e io l’unica cosa che mi sento di dire a questo proposito è “no, assolutamente no!”. Qua si tratta infatti di sociopatia vera e propria: la moglie pazza e il marito non messo tanto meglio di lei.
Anche di incongruenze se ne incontrano a volontà, una su tutte: i genitori di Amy sono due psicologi infantili ma non si sono mai accorti che la figlia è una mitomane, sociopatica, violenta. Andiam bene.
Ora ditemi come si può prendere così sul serio un libro del genere.

4) LA STRAGE DEGLI IMBECILLI - CARL ADERHOLD
Poche parole per questo libro su cui avevo, in realtà, grandissime aspettative: noioso e ripetitivo. Duecento e passa pagine tutte uguali. Tutte.
E pensare che l’idea di fondo (quella di uomo che decide di eliminare dalla faccia della terra tutti gli imbecilli, convinto di fare un favore all’umanità) era qualcosa di assolutamente geniale che poteva essere sfruttata meglio per creare un vero e proprio capolavoro.
Peccato, un’occasione davvero sprecata.

3) DANNATI – GLENN COOPER
Nella mia spasmodica ricerca per trovare tutto quello che potesse ricordare, seppur lontanamente (MOLTO lontanamente), l’Inferno dantesco mi sono buttata a pesce su questo libro. Quanto mai.
Glenn Cooper lo conoscevo già per il mio personale flop con “La biblioteca dei morti” (ricordate il discorso sui “casi editoriali” fatto qui sopra?), ma ho comunque deciso di dargli una seconda opportunità, vista la trama intrigante di questo nuovo romanzo. Risultato? Tra i libri più brutti che abbia mai letto.
Personaggi tra i più stupidi della letteratura mondiale, psicologia da due soldi e scrittura da terza elementare.
Dannata io ad averlo letto.

2) IL SEGRETO DI ORTELIA – ANDREA VITALI
Trito e ritrito.
Centosessanta pagine di fatti e avvenimenti detti e ripetuti fino allo sfinimento.
E volgare. Non di quella volgarità palese in parole e contenuti, no. Qui parliamo di una volgarità sottile, lasciva e che si manifesta in quello che è il fulcro dell’intera trama (questo benedetto segreto di Ortelia): il protagonista maschile, reso gravemente invalido da un ictus che continua ad aver bisogno della sua dose di sesso. Ma per favore! Sia ben chiaro: qua si tratta di una argomento molto serio e delicato che viene affrontato con superficialità e, appunto, volgarità atta a scatenare pruriginosi pensieri.
E poi il senso del libro qual è? In quarta di copertina si legge che alla fine le donne sono le vere protagoniste, ma la realtà è che da questo libro ne escono davvero male. Figure femminili a cavallo tra le prostitute e le mogli devote ma poco “libertine”. E sinceramente non poteva essere altrimenti in un libro caratterizzato da un maschilismo e da uno sciovinismo così imperanti.
Alla fine ne sono risultata abbastanza disgustata e infastidita. E per far sentire me così ce ne vuole. 

1) SHADOWHUNTERS. CITTÀ DI OSSA – CASSANDRA CLARE
Sul gradino più alto del podio troviamo lui. Sì, proprio uno di quei libri che in molti adorano e che io invece non ho potuto fare a meno di odiare (letteralmente).
Mi spiace, non posso farci nulla: è, a mio personalissimo avviso, un libro senza senso che non si riesce proprio a leggere.
Al di là della banalità della trama (cercavo una lettura leggera, non un trattato di filosofia) mi sono trovata per le mani un libro scritto veramente male: siamo ai livelli della frase semplice, con punti ovunque e privo di consecutio logica tra un brano e l’altro. Per non parlare dei sinonimi che l’autrice pare non aver idea di cosa siano.
E vogliamo parlare dei personaggi? Semplicemente dei cliché viventi. Adolescenti abbastanza insulsi che di fronte ad una grave crisi/pericolo o ad un’eclatante scoperta non riescono a fare altro che fantasticare sulla bellezza degli altri protagonisti oppure esclamare frasi sconnesse e prive di senso del tipo: “non chiamarmi ragazzina!”. Scusa tanto se quello che ti ha appena chiamato ragazzina ti ha anche appena confessato di essere un Cacciatore di Demoni. È proprio vero che ognuno ha le proprie priorità nella vita, ma così è assurdo!
I suddetti personaggi sono anche degli psicopatici bipolari, con disturbi dell’umore che li portano a modificare il proprio carattere e atteggiamento ogni dieci secondi: prima timidi, poi baldanzosi, poi curiosi, poi di nuovo timidi e bloccati… e così via.
Un orrore. Veramente.
Abbandonato attorno a pagina duecento con buona pace della mia anima. E della mia intelligenza.

martedì 22 dicembre 2015

TOP 10 2015



Finalmente la decisione di riprendere in mano e rispolverare un po’questo vecchio blog è giunta!
Con l’arrivo delle vacanze natalizie ho un po’ più di tempo libero da dedicare a questo mio progetto e non resta altro da fare che mettersi al lavoro e sperare che la riapertura della scuola a gennaio non porti via questa voglia di ricominciare.
Quello che voglio fare oggi è un brevissimo riassunto del mio anno letterario, attraverso i dieci libri più belli che ho letto e che non posso fare altro che consigliare caldamente a tutti voi.
Siete pronti? Benissimo, si parte!

TOP 10 2015

10) MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE? – PHILIP DICK
Libro famosissimo (ma ancor più famoso il film che ne è stato tratto, Blade Runner) che io, con il mio solito ritardo decennale,  mi son decisa a recuperare e leggere solo recentemente.
Quel visionario di Philip Dick ci immerge in una realtà fantascientifica e distopica dove il protagonista per sopravvivere deve dare la caccia a degli esseri crudeli, privi di empatia per gli umani e straordinariamente intelligenti: gli androidi.
Indipendentemente dallo svolgimento del romanzo quello che spicca chiaro agli occhi del lettore è la necessità per gli esseri umani di barcamenarsi, di mantenere l’equilibrio tra la sofferenza, la fede religiosa a cui aggrapparsi ad ogni costo e – appunto – l’empatia, caratteristica che sola può distinguere l’uomo dalla macchina.
Perché alla fine la domanda che assilla gli esseri umani è sempre la stessa: chi è il vero mostro?

9) I SEGRETI DI HEAP HOUSE – EDWARD CAREY
Al nono posto della mia classifica troviamo questo libro “apparentemente” per ragazzi. La realtà è che si adatta benissimo anche agli adulti e io, sinceramente, non ho mai letto nulla del genere. Bel romanzo di formazione che unisce l'originalità alla feroce critica al materialismo, al consumismo e alla necessità di "lasciar andare" per poter crescere.
Certamente interessante la riflessione implicita che troviamo all’interno di questo primo volume: siamo molto più disposti a legarci ad oggetti e cose piuttosto che alle persone che ci stanno accanto, per quanto queste alla fine possano risultare importanti e fondamentali per noi.
In sintesi: siamo diventati, nella società occidentale, degli accumulatori compulsivi e non ne siamo nemmeno consapevoli.
E le illustrazioni... cosa non sono quelle illustrazioni!

8) LA NAVE DI TESEO DI V.M. STRAKA - DOUG DORST/J.J. ABRAMS
Cerchiamo per un momento di andare oltre la grafica e il perfetto prodotto editoriale. Cerchiamo per un attimo di non farci distrarre da tutti gli allegati che vi sono inseriti.
Guardiamo solo il contenuto del libro e quello che ci vuole raccontare. E se lo facciamo si scopre che è semplicemente qualcosa di geniale.
L'ho detto e non mi stanco di ripeterlo: non è un libro per lettori pigri, non è adatto per chi vuole qualcosa di leggero. Questo libro va studiato, letteralmente, perché altrimenti si corre il rischio di non capirci assolutamente nulla. Nei commenti ai margini ci sono almeno quattro linee temporali diverse (con altrettanti inganni che bisogna essere abili a scovare) a cui aggiungiamo il romanzo vero e proprio che non diventerà certo famoso per la sua accessibilità.
Per quanto riguarda quest'ultimo mi sono fatta una mia personale idea su chi possa essere Straka (l'autore del romanzo la cui identità i due ragazzi - autori delle note a margine - cercano di scoprire), seppure ci siano delle incongruenze ed io stessa non ne sia convinta appieno. Per quanto riguarda la società “S” diventa abbastanza chiaro fin da subito che si
tratta di un collettivo di scrittori, più o meno politicamente impegnati. 
Sono poi certa di aver svelato il mistero che sta all'interno delle note a margine che, lasciatemelo dire senza fare spoiler, NON è una dannatissima storia d'amore. Quello che posso suggerire però senza il rischio di essere lapidata è che questo mistero/segreto coincide perfettamente con il tema portante de “La nave di Teseo”, ovvero la frammentazione dell’Io.
 Non lasciatevi ingannare quindi dalla prima lettura, ma andate a fondo! MOLTO a fondo!

7) IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE - MOHSIN HAMID
Nonostante lo stile di scrittura di questo libro non mi abbia fatto gridare al capolavoro, non posso fare a meno di inserirlo nella classifica dei migliori di quest’anno perché il tema è affrontato magistralmente e risulta tremendamente attuale. Hamid ci mostra infatti uno spaccato di vita decisamente interessante di tutti quegli “stranieri” che si sono trovati a vivere negli Stati Uniti dopo la tragedia dell’11 Settembre e, in ultima analisi, della loro lenta ed inesorabile caduta nell’immaginario collettivo nonostante fossero uomini d’affari, colti, intellettuali e – più in generale – membri stimati della società.
In poche parole un buon esempio su come la maggior parte delle volte sia l’Occidente a creare i propri nemici.
Da leggere, soprattutto visto il clima attuale.

6) LA SOTTILE LINEA SCURA - JOE LANSDALE
I libri di Lansdale hanno lo straordinario pregio non solo di creare sempre ottimi personaggi a cui il lettore inevitabilmente si affeziona, ma anche di far nascere una profonda nostalgia per i tempi passati (generalmente gli anni ‘30/’40).
Questo libro non fa eccezione e mette in scena, come molti altri suoi, un bel giallo legato a doppio filo ai pregiudizi razziali nonché alle azioni del Ku Klux Klan. E non dimentichiamo come si tratti di un romanzo di formazione: un ragazzo giovanissimo (ancora un bambino per tanti aspetti) che non sa nulla del mondo e che crede di poter trovare il bene dietro ogni angolo, sarà costretto a confrontarsi con una realtà meschina e abbietta che lo farà definitivamente crescere, compiendo il salto di quella linea scura che separa in modo inesorabile il mondo dell’infanzia da quello dell’adolescenza.  
In poche parole: se siete in cerca di suspance, ma anche di riflessioni serie direi che questo è il libro che fa per voi.

5) NEW ORLEANS SKETCHES – WILLIAM FAULKNER
Volumetto che contiene i primissimi racconti di Faulkner e che ho acquistato unicamente per cercare di vincere la soggezione nei confronti di questo mostro sacro. E non mi sono assolutamente pentita: le tematiche tipiche di questo autore sono evidenti sin dai suoi primi scritti e anche la scrittura, seppur ancora acerba, è già notevole.
Se anche voi, come me, avete dei dubbi se leggere o meno questo autore direi che questo libricino fa per voi: dopo la lettura correrete in libreria ad acquistarne l’opera omnia.

4) ZUCKERMAN – PHILIP ROTH
Un Philip Roth al giorno toglie il medico di torno. E io non potevo non mettere in questa sorta di classifica uno dei suoi libri migliori.
In realtà questo libro, edito da Einaudi, è la raccolta dei primi quattro romanzi (Lo scrittore fantasma, Zuckerman scatenato, La lezione di anatomia e l’orgia di Praga) che vedono come protagonista (e non solo come voce narrante) Nathan Zuckerman, in assoluto il più riuscito dei personaggi feticcio/alter ego creati dal genio di questo scrittore.
Cosa intendo per personaggi feticcio? Voglio semplicemente dire che, esattamente come i numerosi K. di Kafka, anche nei libri di Roth si trovano personaggi maschili con caratteristiche molto simili tra loro: uomini giovani, ebrei, intellettuali e sessualmente disinibiti che costruiscono storie sentimentali disastrose con donne che sono o inaccessibili intellettualmente o estremamente giovani.
Anche le tematiche sono ricorrenti e alla fine sono queste, più che il protagonista in sé, a fare da filo conduttore a tutti gli scritti (e in più in generale ad essere inserite in tutti i romanzi di Roth): l'appartenenza al popolo ebraico, la solitudine, il sesso e la morte (ahhhh il vecchio complesso Eros e Thanatos), il rapporto con i genitori... insomma c'è tutto! E non credete ad Aldo Busi quando dice che "nessuna persona normale parlerebbe e si aprirebbe come i personaggi di Roth": i suoi feticci sono proprio così credibili perché in fondo ironizzano sulla condizione umana e mettono in scena il lato oscuro di ognuno di noi.

3) HHhH. IL CERVELLO DI HIMMLER SI CHIAMA HEYDRICH – LAURENT BINET
Da un lato la storia del boia, del macellaio, della bestia bionda di Praga e dei suoi due attentatori.
Dall'altro una metariflessione sulla narrativa, sul romanzo e sulla Storia e sulla memoria che dobbiamo, per necessità dei vivi, tenere viva ad ogni costo.
Eccezionale.  




 
2) LA MORTE DEL PADRE – KARL OVE KNAUSGÅRD
Primo di una serie di sei  libri (tutti autobiografici), questo volume ci narra la perdita, il lutto e i tentativi di riorganizzare la propria vita dopo la dipartita del proprio padre.
Un padre, quello di Karl Ove, autoritario, facile all’ira, poco empatico con i figli e che ciononostante riesce a lasciare un’impronta indelebile nel cuore e negli atteggiamenti dei propri famigliari. Un padre che a tratti ricorda quello di Kafka, con l’essenziale differenza che i figli – al contrario dello scrittore di Praga - sono riusciti a non rimanere schiacciati e inglobati dalla sua ombra pur riflettendone l’influenza subita.
Morte del padre quindi, ma anche morte di una parte di ciò che Karl Ove e suo fratello sono diventati.
Definito da molti il nuovo Proust, Karl Ove ha certamente la capacità narrativa e il talento stilistico di raccontarci la sua intera vita senza annoiare, ma dandoci al contrario quella spinta continua a proseguire, facendo sentire il lettore – in alcuni momenti – un piccolo voyeur affamato di vite altrui.

1) LE BENEVOLE – JONATHAN LITTELL
E al primo posto, senza se e senza ma, c’è questo volumone di quasi 900 pagine.
Un viaggio allucinante, delirante e certamente straziante nel mondo del Nazionalsocialismo, dell'Olocausto e della seconda guerra mondiale. Il tutto visto con gli occhi di un ufficiale delle SS.
Sicuramente si tratta di un libro ostico e decisamente scomodo, forse perché - come è stato per Hannah Arendt – non si capisce come uno scrittore ebreo possa in qualche modo mettere nero su bianco, senza reticenza alcuna, la tragedia di milioni di persone. E soprattutto non ci si capacita di come abbia potuto farlo mettendosi nei panni di uno dei carnefici. Bisognerebbe però andare oltre a valutazioni (peraltro affrettate) di questo tipo e rassegnarsi all’idea che per capire la tragedia dell’Olocausto bisogna anche mettersi nei panni di chi ha deciso di eseguire ordini orribili, azzerando completamente la propria ragione e la propria volontà.
Per quello che mi riguarda è il libro della vita. Straordinario.