lunedì 13 marzo 2017

Il ragazzo cattivo ovvero Delitto, castigo e redenzione di Robert Coombes (Kate Summerscale)




Casa editrice: Einaudi
Numero pagine: 360
Descrizione: In un afoso mattino dell'8 luglio 1895 il tredicenne Robert Coombes accoltella la madre. A sangue freddo. Poi, insieme al fratellino Nathaniel detto Nattie, esce dalla sua casa in uno dei quartieri piú squallidi di Londra per andare ad assistere a una partita di cricket. Alla fine del match i due vagano per i Docks in cerca di John Fox, umile portuale non troppo sveglio, che da tempo frequenta la loro casa prestandosi a lavoretti per la madre, Emily Coombes. Questa, sostengono i ragazzi, è dovuta partire per visitare parenti a Liverpool, mentre il padre è impegnato nell'ennesima traversata atlantica su una nave per il trasporto di bestiame tra Inghilterra e Stati Uniti. Robert e Nattie sono quindi soli a casa, e chiedono a Fox di far loro compagnia. L'uomo si trasferisce nella villetta di Cave Road e passa diversi giorni giocando a carte e dormendo nella sala a piano terra. Non si avventura mai nelle stanze del piano di sopra e non fa domande quando Robert gli chiede di recarsi a impegnare oggetti preziosi in cambio di denaro. Per dieci giorni i due ragazzi vivono abbandonati a loro stessi, fino a quando una vicina e la zia paterna chiedono alla polizia di andare a vedere cosa sta succedendo. L'orribile verità viene a galla: chiuso a chiave nella stanza di Emily si ritrova il suo cadavere in avanzato stato di putrefazione e con evidenti segni di violenza. Interrogato su cosa sia successo, Robert confessa candidamente di averla uccisa con un coltello comprato per l'occasione.”
***
East London, 1895.
Sono passati solo pochi anni da quando Jack lo Squartatore ha ucciso l’ultima volta e, di fatto, la città non si è ancora ripresa dalla barbarie che per mesi ha serpeggiato indisturbata per le strade.
È in questo clima che va in scena il dramma di Robert Coombes, tredicenne matricida che, in un’afosa giornata di luglio, decide di accoltellare la madre e di lasciarne il cadavere a decomporsi nella camera padronale, mentre lui - ed il fratello minore Nathaniel - continuano la loro vita fatta di giochi, partite di cricket e bugie.

Kate Summerscale tuttavia non si limita a fare un resoconto dettagliato di questo orrendo fatto di cronaca nera, ma realizza un vero e proprio saggio antropologico sulla società londinese dell’epoca, sui suoi bambini/adolescenti e sulle sue rigide convinzioni.  
L’autrice alterna sapientemente la descrizione degli avvenimenti con disgressioni utili non soltanto a contestualizzare la situazione di cui ci narra, ma anche – e soprattutto – a comprendere meglio le azioni agghiaccianti e apparentemente incomprensibili di Robert Coombes, evitando di classificarle come semplice “follia improvvisa” o “malvagità”.

Gli aspetti trattati sono davvero tanti, ma i principali ruotano tutti attorno alla funzione giocata dalla letteratura, dal progresso e dall’industrializzazione e a quel fenomeno che non può essere definito in altro modo se non “pornografia del dolore e del macabro”.
Ma andiamo con ordine.

La letteratura per ragazzi dell’epoca si divideva in due grandi categorie: quella socialmente adeguata (i grandi romanzi dell’800 per intenderci) e quella d’evasione, rea – secondo giornali ed opinione pubblica – di traviare giovani menti conducendole sulla strada della perdizione ed istigandole alla delinquenza.
Sotto accusa erano in particolar modo i famosi penny dreadful, giornali pieni di racconti d’avventura o appartenenti al genere gotico che vertevano soprattutto su intrighi, rapine e delitti.
Nel salotto di casa Coombes vennero ritrovati tantissimi volumi di penny dreadful e, almeno inizialmente, si pensò che il giovane Robert avesse commesso il brutale omicidio perché ottenebrato dalle storie lette e desideroso di emulazione.
Se ci fermiamo a riflettere quella considerazione oggi non suona nemmeno troppo anacronistica. Quante volte di fronte a fatti di cronaca che generano rabbia, impotenza e raccapriccio (penso, tra i tanti, ai fatti della Columbine) sono sorte ipotesi – più o meno avallabili – circa l’influenza che libri, fumetti e musica hanno sulle azioni di chi quei crimini li ha commessi? Quante volte si è cercato in quei mezzi di evasione il capro espiatorio ideale per non riconoscere le fatiche di una società?
Ricordiamo inoltre che quello era il periodo di Oscar Wilde, della sua condanna e successiva incarcerazione.

Strettamente correlato alla questione della letteratura era anche il pensiero che l’istruzione, resa obbligatoria, fosse dannosa per le classi sociali meno abbienti che, fondamentalmente, non erano in grado di gestire una stimolazione intellettuale eccessiva che altro non faceva che condurli a situazioni di infermità mentale e follia.
Reale preoccupazione o necessità di tenere sotto controllo il popolo?


Altri aspetti interessanti ne Il ragazzo cattivo abbiamo detto essere le descrizioni del sistema giudiziario anglosassone, dell’immaginario legato all’infanzia (i bambini visti come esseri malvagi e perversi), la deriva assunta dalla società londinese con l’avvento del progresso e dell’industrializzazione (talmente massiccia da trasformare l’aria in un miasma irrespirabile e capace di sovvertire qualsiasi istinto umano in pura bestialità) ed – infine – la necessità impellente dei cittadini di conoscere tutti i minimi dettagli (anche i più raccapriccianti) del delitto.
E ancora: le teorie di Lombroso, le caratteristiche dell’istituzionalizzazione coatta, i tantissimi riferimenti letterari presenti.
Tutto questo è il libro della Summerscale.

Certo è che oltre a tutto ciò, che già di per sé rende il libro un saggio di gran pregio, troviamo nella parte finale il vero significato della narrazione: Kate Summerscale ci racconta di come questo tredicenne matricida sia infine riuscito a riscattarsi, a redimersi e a dare un senso alla propria esistenza nonostante il feroce delitto commesso.
Un insegnamento da tenere ben presente anche oggi, soprattutto quando davanti alla televisione e ai beceri talk show che pretendono di avere l’esclusiva di un crimine, molto spesso si tende a diventare giudice, giuria e boia; invocando la pena di morte, l’inasprimento delle pene ed evitando di riflettere su quelle che potrebbero essere davvero le cause che stanno dietro ad un qualsiasi atto efferato.

VOTO: 5*/5


domenica 12 marzo 2017

I Love Spring Book Tag



Generalmente non faccio mai Tag di nessun tipo, ma questo – oltre ad essermi stato indicato da Eleonora di Vivere tra le righe – è davvero molto carino e veloce.
E alla fine, per me che amo la primavera, è stato davvero impossibile soprassedere e non assecondare la richiesta.

1)      Com’è la primavera dove vivi?
Quando non passiamo dal freddo polare al caldo africano senza vie di mezzo, direi che è bellissima. Ma per me la primavera sarebbe bella a qualsiasi latitudine, in qualsiasi posto.

2)      Qual è il libro più atteso in uscita di questa primavera?
Il 23 Marzo dovrebbe uscire “Lions” di Bonnie Nadzam per le neonate Black Coffee Edizioni. Son curiosissima: il precedente libro di questa giovane autrice mi era piaciuto davvero molto.

  3)      Mostra una copertina di un libro che ti ricorda la primavera.
Senza ombra di dubbio la copertina di “Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini” (sul quale – per inciso – sono da poco riuscita a mettere le mani). Credo che per rappresentare la primavera non ci sia niente di meglio che un albero fiorito.

  4)      Dove ti piace leggere in primavera?
Adoro leggere vicino alla finestra della mia camera, con il sole ed il vento leggero. Se c’è anche il gatto a farmi compagnia tanto meglio.

5)      Mostra una copertina con il sole.
Ho in libreria tantissimi volumi con una bella luna in copertina, ma ahimè i libri con raffigurato il sole scarseggiano. Alla fine ho scovato una vecchia edizione de “Le avventure di Jim Bottone” di Michael Ende. Oltretutto mi è venuta voglia di rileggerlo.

6)      Quali sono le tue letture primaverili preferite?
Le mie letture non viaggiano mai di pari passo con le stagioni. Può essere che in piena estate io mi ritrovi a leggere “Bruges la morta” senza battere ciglio.

   7)      Mostra un libro con molti colori diversi.
E qui scelgo “Il pigiama del gatto” di Ray Bradbury. Una bella raccolta di racconti dell’autore di “Fahrenheit 451” che vi consiglio di recuperare.

   8)      Chi tagghi?
Chiunque ne abbia voglia.