mercoledì 2 agosto 2017

Cronaca (librosa) di una vacanza annunciata - Parte quarta



Le vacanze al mare sono ahimè terminate ed io sono rientrata in quel di Bergamo con molte letture all’attivo e tanta voglia di raccontarvi quelle che sono state – nel bene e nel male – le ultime scoperte fatte.

Inferno – Francesco Gungui (1*/5)
Da dantista convinta e appassionata avevo acquistato parecchio tempo fa questo volume perché la trama si regge sulla creazione di un mondo distopico (se di natura post apocalittica o militare non è dato sapere) organizzato come la Commedia del Sommo Poeta: un Inferno dove i criminali vengono puniti con la legge del contrappasso, un Purgatorio e un Paradiso dove sostanzialmente le persone possono vivere in tutta tranquillità tra agi e ricchezze. La verità brutale però è che non c’è nulla di più lontano di questo libro sia da quello che è il genere distopico (e qui parlo delle distopie classiche, da Orwell ad Huxley per intenderci) sia dalla Divina Commedia.
È un libro terrificante: sintassi errata in più punti (alle volte non si capisce nemmeno chi dice che cosa), personaggi degni dei più banali cliché della letteratura di genere (lei bella e ricca, ma profonda e sensibile / lui povero, ma dedito alla famiglia e con un coraggio da leone) e storia vista e rivista, trita e ritrita (i personaggi s’incontrano a pagina due e a pagina tre sono già innamorati. Chi l’avrebbe mai detto). Semplicemente orribile.
  
Leviathan. La trilogia – Scott Westerfeld (5*/5)
Da uno young adult mostruoso ad uno assolutamente perfetto sono tutti i punti di vista: trama decisamente originale nel suo progetto di riscrivere la Grande Guerra partendo da fatti storicamente accertati - come l’assassinio a Sarajevo dell’arciduca Francesco Ferdinando – e modificandoli con estrema naturalezza inserendo elementi di fantasia e steampunk (per la mia personale felicità).
I due protagonisti – come ad onor del vero tutti i personaggi coinvolti – sono ben caratterizzati e pur trattandosi di due adolescenti si salvano dalla triste sorte dell’essere delineati come cliché viventi (come invece è accaduto nel lavoro di Gungui).
La scrittura è fluida, avvolgente e riesce a non rendere pesanti e noiose anche le parti più descrittive e tecniche. È un libro di più di mille pagine da cui è però davvero difficile staccarsi.

La  pelle di zigrino – Honoré de Balzac (2*/5)
Un giovane giocatore d’azzardo in una sfortunata giornata perde tutto quello che possiede, ma prima che possa mettere fine alla sua vita incontra un vecchio dalle fattezze demoniache che gli donerà una magica pelle di zigrino in grado di esaudire ogni suo più recondito desiderio.
La trama e la caratterizzazione dei personaggi sarebbero perfetti se non soccombessero ad una scrittura maestosa e ostica che alterna la narrazione con infinite descrizioni naturalistiche e sociologiche (anche Verne e Melville lo fanno, ma riescono comunque a non perdere fluidità del racconto). Una lettura complessa e difficile che richiede tanta concentrazione e, soprattutto, tanta tenacia per arrivare alla fine.

Le età di Lulù – Almudena Grandes (2*/5)
Scrittori che vogliono fare letteratura erotica, ma che ad un certo punto si pentono e decidono di cercare di dare un senso vagamente psicologico alla loro opera inserendo aspetti e motivazioni altamente improbabili. Questo è, ahinoi,  proprio il caso dell’autrice spagnola.
Lulù ha il suo primo rapporto sessuale a 15 anni con un uomo decisamente più grande di lei al quale piace che le donne mantengano delle caratteristiche infantili per tutta la vita. Dopo questo episodio la protagonista viene trascinata in una spirale di perversioni sessuali (da lei ricercate) e di dipendenza dal medesimo uomo. La suddetta motivazione psicologica però nello svolgersi del romanzo non regge, viene ben presto dimenticata per lasciare spazio a quasi tutte le esistenti perversioni umane: sodomia, incesto, orge e via dicendo. Come ha scritto qualcuno su Goodreads: i rapporti sessuali con gli animali ci sono stati risparmiati probabilmente perché la Grandes ha avuto compassione dei suoi lettori.

Nessun commento:

Posta un commento